Oggi ho deciso di parlarvi delle bacchette da rabdomante che, nella ricerca paranormale, vengono utilizzate principalmente come strumento di ricerca specie da ricercatori Old Style. Ma in pratica come e perché alcuni scelgono di usare questo strano strumento?

Per prima cosa, il classico, per individuare la presenza di entità o energie anomale, infatti si ritiene che le bacchette, se tenute correttamente, possano reagire incrociandosi (formando una “X”) o allontanandosi in presenza di spiriti, fantasmi, o forti campi energetici non spiegabili. Questo è lo stesso fenomeno che i rabdomanti utilizzano per cercare l’acqua, cosa assai strana dal momento che spesso ci azzeccano.
A seguire, vengono usate per Comunicare con gli spiriti, dal momento che una volta stabilita la presenza, vengono usate per porre domande con risposta “sì” o “no”. Il movimento predefinito delle bacchette (ad esempio, incrociarsi per “sì” e aprirsi per “no”) serve a interpretare le presunte risposte dello spirito, non dissimile dall’uso di strumenti come il K2…
Infine vengono impiegate per localizzare punti di interesse, per individuare il punto esatto in cui l’energia o la presenza paranormale è più forte, guidando così i ricercatori.
Però vi devo dire la mia, per quanto sia un sistema molto popolare nella ricerca paranormale e nelle pratiche di rabdomanzia tradizionale (per trovare acqua o metalli), non è mai stato dimostrata con certezza la loro efficacia. I movimenti delle bacchette sono generalmente attribuiti a contrazioni muscolari involontarie dell’operatore, note come “effetto ideomotorio”, lo stesso principio che si attribuisce al movimento della planchette della tavola Ouja, quindi prendete tutto con il dovuto raziocinio.
Ma ora i lati positivi, per me sono da provare, perché non costano tanto, e soprattutto non sono influenzate da telecamere, smartphone e altre interferenze moderne… Quindo un investimento calcolato che mi sento di approvare.
Se interessati le trovate qui in un kit che comprende anche il pendolo…
Bacchette e pendolo